Bilingue Per Gioco
Crescere un bambino bilingue e’ piu’ facile e molto piu’ divertente di quanto si pensi!Archivio per marzo, 2009
A weekly reflection: What the OPOL are you saying?
Qui c’è la versione in italiano.
OPOL (One Parent One Language) is one of the most used techniques by bilingual families. It’s very easy to explain (each parent speaks his/her language to the children) but it’s not easy to implement with rigour, so everybody finds his/her own way of implementing it, deciding when and how to make exceptions to the rule.
Managing OPOL is particularly difficult when one goes out, say to the park, or in general when other people are around who don’t speak the minority language. Leggi il seguito di questo post »
I confini della mia lingua sono i confini del mio universo
In queste poche righe Elisabetta racconta con molta immediatezza cosa ha voluto dire per lei essere bilingue. E’ una testimonianza molto intensa seppure concisa.
Io sono appassionata al tema del bilinguismo essendo anche io bilingue (italiano – inglese). Sono una bilingue tardiva (lo sono diventata a undici anni, in seguito all’ennesimo soggiorno negli Stati Uniti).
Essere bilingue mi ha cambiato per sempre: l’italiano è la mia lingua madre ma l’inglese è di più: è la mia lingua “d’elezione”, quella che ho potuto scegliere e quella in cui mi sento più libera. Leggi il seguito di questo post »
L’idea della settimana: che OPOL stai dicendo?
OPOL (One Parent One Language) e’ una delle tecniche piu’ usate nelle famiglie bilingui. E’ un metodo semplicissimo da spiegare (ogni genitore parla la propria lingua con i figli), ma difficile da implementare. O meglio diciamo che e’ difficile attenersi alla regola scrupolosamente, e quindi ognuno lo implementa a modo suo, decidendo se e quali eccezioni fare.
La situazione che piu’ crea perplessità e’ cosa fare quando si esce, si va al parco, in generale si parla con altre persone. Leggi il seguito di questo post »
Bilingual For Fun becomes… well… bilingual!
Qui c’e’ la versione in Italiano.
Oh yes, Bilingue Per Gioco is also becoming bilingual (Italian-English of course, in fact, its other name is Bilingual For Fun). Many reasons for that: Leggi il seguito di questo post »
Bilingue Per Gioco diventa (giustamente!) bilingue
Eh si’, diventiamo bilingui anche noi (Italiano – Inglese, ovviamente), per tanti motivi: Leggi il seguito di questo post »
Michelle, un’americana a Milano
Michelle solleva temi che sono importanti per tutti i genitori blingui: Come gestisco il bilinguismo “in pubblico”? E la scuola? Famiglie diverse trovano risposte diverse, certo queste decisioni hanno un grosso impatto sulla vita del bambino, prima, e sul bilinguismo, poi.
Io sono americana e mio marito è italiano. Vivo in Italia da nove anni e mio marito non ha mai vissuto negli Stati Uniti. Leggi il seguito di questo post »
Un sorriso in mezzo a tanti discorsi seri
La settimana di Bilingue Per Gioco inizia con argomenti molto seri e con inviti alla riflessione. Tagliamo l’aria con questa barzelletta che ci viene inviata da Micaela, che parla di lingue, un po’, ma soprattutto di uomini e donne, gli eterni contrari che si attraggono.
Buon sorriso a tutti. Leggi il seguito di questo post »
L’idea della settimana: Quante lingue parla il bambino bilingue perfetto?
Il titolo di questa Idea della settimana e’ volutamente provocatorio, ed e’ un invito rivolto a tutti (me stessa in primis) a riflettere sulle aspettative di cui noi oggi investiamo i nostri figli fin dalla piu’ tenera eta’. Leggi il seguito di questo post »
Il primo incontro genitori bilingui fa sorgere molte domande
Sabato si e’ tenuto a Verona il primo incontro genitori di Bilingue per Gioco, sul tema Il Bilinguismo Comincia A Casa, e’ stato davvero un bell’incontro, sorprendente per certi versi e molto sentito. Leggi il seguito di questo post »
Avviso Importante
Ieri A. ha detto Mummy!
E poi ha aggiunto Bene, ora sei contenta? Mi vuoi lasciare in pace?
Scherzi a parte, l’importanza dell’evento su un piano cosmico e’ davvero irrilevante, e poi, come ci insegnano gli scienziati, l’esperimento deve essere ripetibile per essere considerato valido. Ma lasciateci condividere con voi questo piccolo momento di (fugace?) soddisfazione.
Ah, per i pignoli, A. ha 18 mesi.

