Bilingue Per Gioco

Crescere un bambino bilingue e’ piu’ facile e molto piu’ divertente di quanto si pensi!

L’idea della settimana: Asilo Nido e Scuola Materna Bilingue

girlsLe scuole bilingui, tormento di tutti i genitori che vogliono o vorrebbero dare un’educazione bilingue ai figli, che loro lo siano o meno. Bene cominciamo a parlarne, e cominciamo dall’inizio: Nido e Scuola Materna, bilingue o no? E soprattutto come?

La prima limitazione e’ dove si abita, va da se’ che la grande citta’ offre molto di piu’ del paese, e visto che anche Roma e Milano non offrono moltissimo, gia’ vediamo che non si parte bene…
Per quanto ne so inoltre quasi tutti gli asili propongono l’Inglese come seconda lingua o lingua alternativa, tranne forse poche eccezioni concentrate a Roma e Milano o nelle regioni bilingui, vedi Trentino Alto Adige per il Tedesco e Val D’Aosta per il Francese.

I modelli di asilo nido o scuola materna bilingue, chiamiamoli tutti e due asili per semplicita’ sono i seguenti:

• Asilo Internazionale, privato
• Asilo Bilingue, privato
• Asilo H&L, pubblico o privato

Come vedete gia’ subito abbiamo una buona notizia, non e’ vero che solo negli asili privati si fa l’inglese, anche se ovviamente bisogna distinguere.

Asilo Internazionale:
Gli asili internazionali (Americani, Inglesi, etc.) seguono modelli e strutture dei relativi paesi. Da un asilo Internazionale ci si aspetta che tutto il personale sia madrelingua e che quindi i bambini a scuola sentano sempre e solo la seconda lingua. Certo pero’ che bisogna sempre ricordare che l’asilo non puo’ essere davvero monolingue a meno che anche i bambini parlino Inglese, il che succede solo in rari casi, nella maggior parte dei casi molti dei bambini iscritti sono Italiani e giocano e parlano tra loro in Italiano. Comunque e’ un fatto che i bambini ascoltano un po’ o molto Inglese tutti i giorni e interagiscono con una o piu’ persone in inglese, inoltre spesso queste scuola attirano anche bambini che vengono da famiglie miste o straniere, e quindi si creano le occasioni per trovare compagni di gioco internazionali.
Infine da considerare quale metodo viene utilizzato per indurre i bambini a parlare Inglese, che puo’ essere piu’ o meno rigido e severo.
Devo anche osservare che in base alla mia ricerca mi pare che questo tipo di asili siano rivolti piu’ che altro ai bambini dai 3 anni in su, cioe’ che ci sia molto poco come Nido Internazionale.
Per gli indirizzi prendo spunto da Elisabetta, una nostra lettrice che in materia sa parecchio e ne ha scritto su http://www.mammeonline.net Elisabetta suggerisce di guardare su http://italy.usembassy.gov/usa/education/schools-it.asp, che pero’ non e’ esaustivo, oppure per chi vive a Roma c’e’ anche www.romeschools.org, piu’ La Maisonette che e’ prevalentemente Francese.

Domande da chiedere:
La/le insegnante/i sono effettivamente madrelingua? Da dove vengono?
Che tipo di tecniche vengono utilizzate per indurre i bambini a parlare Inglese?
Quanti bambini ci sono nella scuola che non sono di madrelingua italiana?
Quanto costa?

Asilo Bilingue:
Asilo Bilingue vuol dire tutto e niente, siete avvisati. Non pare ci siano regole chiare sulle condizioni necessarie per chiamarsi asili bilingui, quindi tutti ad attaccare fuori il cartello…
Alcuni asili hanno effettivamente un’insegnante madrelingua al loro interno, che a volte fa compresenza con un’insegnante italiana, a volte tiene la classe per qualche ora al giorno. Ma si definiscono bilingui anche gli asili che fanno una o due ore di inglese alla settimana, magari con un’insegnate esterna, il che e’ assolutamente INUTILE, i bambini non imparano NULLA con un’ora od ue di Inglese alla settimana. Io ho visitato personalmente un asilo che si definiva bilingue perche’ ogni tanto la maestra, che sapeva poco o nulla di inglese, tirava fuori delle bandierine colorate e insegnava a dire Red. Alla domanda “che metodo usate?” mi hanno risposto nessun metodo, cosi’… Per carita’ tutto aiuta, ma chiamiamo le cose con il loro nome…
Comunque non e’ indispensabile che l’insegnante sia madrelingua, dipende da cosa ci si aspetta. Per familiarizzare un bambino con una seconda lingua va bene anche l’insegnante non madrelingua. Cio’ su cui invece non bisogna transigere e’ la trasparenza, l’asilo deve essere chiaro nel comunicare i metodi adottati e nel creare aspettative realistiche nei genitori, che poi valuteranno se vale la pena di affrontare i costi, o a volte la distanza.
La mia personale esperienza mi dice che gli Asili Bilingui si trovano gia’ a partire dal nido, ma che nel 90% dei casi sono delle bufale. Per questo motivo mi riesce difficile dare indicazioni precise su come trovare un asilo bilingue, bisogna chiedere in giro, e soprattutto andare a parlare con gli asili.

Domande da chiedere:
C’e’ un’insegnante madrelingua? Da dove viene?
Quante sono le insegnanti madrelingua?
Quante ore al giorno/alla settimana fanno con i bambini le insegnanti madrelingua?
Che tipo di obiettivo si prefigge la scuola per la seconda lingua?
Che metodo viene usato per la seconda lingua?
Quanto costa?

Asilo H&L
Gli asili H&L sono dei normalissimi asili, pubblici e/o privati, in cui l’insegnante ha seguito il training per proporre la seconda lingua straniera col metodo H&L cioe’ Hocus and Lotus. Su questo blog abbiamo gia’ parlato di Hocus and Lotus, comunque riassumiamo i punti piu’ importanti.
Il metodo Hocus & Lotus e’ stato sviluppato dalla Sapienza, e permette alle maestre delle scuole materne ( e ora anche nido) di proporre la lingua straniera ai loro piccoli, la maestra non deve sapere la lingua, e gli obiettivi di H&L sono molto chiari. Si espongono i bambini ad un numero di storie, presentate in diversi formati e con diverse tecniche e modalita’ (tutte strettamente codificate dalla Sapienza), e ci si aspetta che entro la fine dell’anno abbiano imparato un certo numero di parole, come minimo in modo passivo, a volta anche attivo, dipende dai bambini e dall’insegnante. Soprattutto pero’ ci si aspetta che i bambini abbiano avuto un approccio ludico alla seconda lingua, il che non e’ dettaglio da poco.
Il problema e’ come scoprire se dove vivete c’e’ un asilo che propone H&L. Il sito di H&L e’ un punto di partenza, ma non e’ esaustivo, e non saprei che altri consigli dare se non chiedere in giro…

Domande da chiedere:
Chi fa H&L? L’insegnante della classe o un’altra insegnante? (in teoria dovrebbe essere l’insegnante stessa della classe, perche’ il metodo fa leva anche sulla comunicazione affettiva bambino-educatrice)
Quanto spesso viene fatto H&L? (in teoria andrebbe fatto tutti i giorni)
Che supporto viene dato ai genitori per riprendere H&L a casa? (il metodo prevede che H&L venga ripreso anche a casa, almeno con i DVD)
Quali sono gli obiettivi del vostro programma in merito all’apprendimento della seconda lingua?

Prima di chiudere un’ultima considerazione molto personale. Credo che la cosa assolutamente primaria sia scegliere una scuola che ci piace, nello stile e nei metodi di educazione e insegnamento. E’ importante che i bambini siano sereni e allegri a scuola, quando parliamo di bambini cosi’ piccoli poi piu’ che importante e’ imperativo.
Io per esempio sto facendo di tutto di piu’ per crescere A. bilingue, pero’ l’ho messo in un asilo normalissimo, ma del quale sia io che lui siamo entusiasti e questo mi da molta serenita’. Il bilinguismo per ora me lo coltivo a casa, poi vedremo. Anche se guardando all’offerta nella mia citta’, forse e’ meglio che non faccia molto affidamento sulla scuola, e tutto sommato ci va bene anche cosi’…

La settimana prossima parleremo delle scuole per i bambini piu’ grandi, mentre i corsi di lingue meritano un discorso a parte.

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6 commenti»

  Barbara ha scritto @

Sto pensando di far frequentare a mio figlio una scuola materna inglese, per proseguire poi con le scuole in lingua italiana. La direttrice del nido che ora frequentiamo, e che io stimo molto, me l’ha pero’ sconsigliato con la motivazione che la scuola materna e’ fondamentale per preparare i bambino alla scuola elementare, preparazione che verrei a perdere se fosse condotta in un’altra lingua. Insomma per lei potrei incorrere in una partenza difficile della carriera scolastica di mio figlio con tutte le conseguenze del caso.

Qual e’ la vostra esperienza a riguardo?

Grazie,

barbara

  L. ha scritto @

Barbara,
premetto che io non ho esperienza diretta a riguardo, forse qualche altra mamma all’ascolto ce l’ha. Pero’ io ti domanderei qual e’ il tuo obiettivo?
A che pro mandare tuo figlio alla scuola materna inglese per poi mandarlo alla elementare italiana, dove non avra’ modo di mantenere le conoscenze linguistiche acquisite? A meno che tu non abbia qualcos’altro in mente per il futuro…
E ancora, che tipo di scuola e’ quella che hai individuato? una scuola propriamente Inglese, dove le educatrici parlano solo ed esclusivamente inglese ai bambini? O una scuola bilingue?
Comunque non so se hai letto l’ultimo intervento della Dott.a Sorace, se i bambini si adattano senza problemi a traferimenti all’estero, dove cambia radicalmente la lingua della societa’ e della scuola, non vedo proprio perche’ tuo figlio dovrebbe avere problemi ad andare ad una scuola nella sua lingua madre anche se ha fatto l’asilo in Inglese. E anche fosse se proprio volessi credo potresti facilmente integrare a casa la predidattica in italiano per aiutare tuo figlio.

Cio’ detto, rimane la mia prima domanda. Se non c’e’ un progetto di bilinguismo a lungo termine forse puoi anche risparmiarti il costo…
L.

  barbara ha scritto @

Cara Letizia,
i tuoi commenti circa l’adattabilita’ dei bambini e la possibilita’ di integrare a casa la predidattica in italiano, mi rassicurano perche’ sono proprio quello che penso anch’io. Circa gli obiettivi al momento e’ piu’ un discorso di opportunita’. Io e mio marito parliamo inglese, e per entrambi e’ stata una faticosa conquista in eta’ adulta.
Pensiamo che in questa scuola materna (che e’ monolingue inglese) possa imparare l’inglese in un momento in cui forse gli e’ piu’ facile farlo. Circa il dopo, ci prendi un po’ impreparati. Forse ingenuamente abbiamo pensato che ritagliando un po’ di tempo a casa (DVD, libri, canzoncine…) qualcosa potesse sopravvivere, fosse solo un po’ di predisposizione per quando sara’ piu’ grande!
barbara

  L. ha scritto @

Barbara,
hai ancora tempo per decidere. Io ti inviterei ad usare questo tempo per informarti e prendere una decisione ragionata, pensando anche al dopo cioe’, come dicevo, a quali obiettivi vi prefiggete nel lungo termine e come raggiungerli. Purtroppo temo che due anni di materna Inglese, in un contesto italiano, non renderanno tuo figlio un “madrelingua”, non creeranno cioe’ basi sufficientemente solide perche’ lui possa poi vivere di rendita. Certo le opzioni per il dopo ci sono, forse puoi trovare una scuola elementare in cui si dia sufficientemente spazio all’Inglese, o puoi trovare un modo per aiutarlo tu stessa (dipende da quanto bene lo parlate tu e tuo marito), ma e’ importante pensarci. Se hai tempo e voglia ti consiglio anche di leggere un libro sull’argomento che ti aiuti a chiarirti le idee, The Bilingual Edge e Raising a Bilingual Child sono entrambi ottimi libri (trovi i link qui sotto).
http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/0061246565
http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1400023343
L.

  barbara ha scritto @

Cara Letizia,
ordinando il libro che mi hai consigliato su amazon ho trovato anche la tua selezione di libri in inglese per bambini. La cosa mi ha fatto un enorme piacere: i libri ordinati sono diventati una decina. Passero’ le vacanze a leggere. Oggi intanto vado a parlare con la direttrice della scuola materna.
Penso che ci risentiremo presto nel tuo blog. Nel frattempo ti ringazio tantissimo per i tuoi consigli.

barbara

  L. ha scritto @

Barbara,
ne sono proprio contenta, ci sono davvero dei libri bellissimi per bambini, la letteratura anglosassone per l’infanzia secondo me e’ di qualita’ particolarmente alta, ed e’ un vero piacere anche per gli adulti sfogliare questi libri.
Fammi sapere cosa ne pensi, e se hai dmande o riflessioni di condividere siamo qui!
L.


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