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	<title>Bilingue Per Gioco</title>
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	<description>Crescere un bambino bilingue e' piu' facile e molto piu' divertente di quanto si pensi!</description>
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		<title>Bilingue Per Gioco</title>
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		<title>OPOL e il cambiamento di Habitat (ossia OPOL on the Beach)</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/29/opol-e-il-cambiamento-di-habitat-ossia-opol-on-the-beach/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 14:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[A. bambino bilingue]]></category>
		<category><![CDATA[Alcuni Vantaggi, Problemi e Tecniche del Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Societa' e Bilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[ Come la stragrande maggioranza degli Italiani anche io e A. siamo approdati su una spiaggia, e io sto cercando di combinare il desiderio di portare il pesciolino a fare il bagno con quello di ultimare finalmente il nuovo sito e partire con tutta una serie di nuove attivita&#8217;. Comunque non e&#8217; di questo che voglio parlare, ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1373&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/children-on-the-beach.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1377" title="children on the beach" src="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/children-on-the-beach.jpg?w=150&#038;h=112" alt="children on the beach" width="150" height="112" /></a> Come la stragrande maggioranza degli Italiani anche io e A. siamo approdati su una spiaggia, e io sto cercando di combinare il desiderio di portare il pesciolino a fare il bagno con quello di ultimare finalmente il nuovo sito e partire con tutta una serie di nuove attivita&#8217;.</p>
<p>Comunque non e&#8217; di questo che voglio parlare, ma dell&#8217;esperienza di <strong>usare il metodo One Parent One Language (OPOL) al di fuori del proprio habitat.<span id="more-1373"></span></strong></p>
<p>Premetto che le nostre vacanze al mare non sono affatto chic, noi torniamo alle origini (cioe&#8217; alla zona d&#8217;origine di mio padre) in uno dei posti piu&#8217; belli e meno turistici d&#8217;Italia, e non vi dico dov&#8217;e&#8217; perche&#8217; non ho nessun interesse a trasformare le mie spiagge in una Rimini&#8230; Basti sapere che qui i bagnanti sono soprattutto locali, un po&#8217; di persone originarie del posto ma attualmente locate altrove, qualche affecionado e tre famiglie di tedeschi.</p>
<p>Fin da subito <strong>parlare in Inglese a mio figlio sulla spiaggia mi e&#8217; parsa una cosa alquanto eccentrica</strong>, il fatto in se&#8217; non mi ha stupita (ovviamente) ma mi ha stupita che la cosa mi mettesse un po&#8217; a disagio. Ormai pensavo di essere completamente abituata a parlargli in Inglese anche se tutti intorno a noi parlano Italiano, traducendo ove necessario, eppure mi sono resa conto che la mia abitudine era fortemente legata al contesto. In fin dei conti la vita di una mamma non e&#8217; poi cosi&#8217; varia, vedi piu&#8217; o meno sempre le stesse persone, vai allo stesso parco giochi, etc. etc. Molte persone le conosci e ti conoscono anche se non ci parli, e comunque sai sempre cosa aspettarti, che tipo di persone, quante ce ne saranno, se l&#8217;ambiente ti risultera&#8217; ostile o favorevole.</p>
<p><strong>Cambia il contesto, e all&#8217;improvviso non sei piu&#8217; preparata</strong>. Non sai se la gente pensa che sei pazza o fortunata, se ti guardano o no, etc. Quindi all&#8217;inizio ho dovuto<strong> studiare l&#8217;ambiente e capire come io e il mio bambino bilingue dovevamo muoverci in quel contesto e come saremmo stati accolti</strong>. Il fatto di conoscere questo posto da sempre non mi ha aiutata piu&#8217; di tanto, perche&#8217; diverse erano le persone con cui interagivo e il modo di interagire. Da sola o con un bambino piccolo facevo cose diverse, addirittura andavo su una spiaggia diversa&#8230; Tutto questo ovviamente l&#8217;ho capito solo dopo, riflettendoci, sul momento ho avvertito solo una sensazione di disagio che non mi aspettavo.</p>
<p>Poi e&#8217; passata a trovarmi un&#8217;amica che era in vacanza nella zona con i suoi due bambini, V. e i suoi bimbi vivono a Berlino (ah, Berlino!) e i piccoli parlano italiano e tedesco, ma non inglese. Io ho commesso un errore, sapendo che V. parla benissimo l&#8217;inglese e che i suoi bimbi sono bilingui, non mi veniva l&#8217;automatismo di tradurre tutto cio&#8217; che dicevo in italiano, il che ovviamente e&#8217; una sciocchezza, perche&#8217; i piccoli sono bilingui si&#8217;, ma non in Inglese. Un po&#8217; per questo, un po&#8217; in base alla sua esperienza berlinese, <strong>V. ha osservato che secondo lei parlando ai bambini in pubblico una lingua diversa da quella del contesto li si isola dagli altri</strong>.</p>
<p>Hmm, il mio OPOL ha cominciato a vacillare. V. non ha tutti i torti, <strong>sappiamo tutti quanto sia difficile parlare una lingua minoritaria in pubblico, non avevo riflettuto molto pero&#8217; sul fatto che fosse difficile non solo per me ma anche per il mio bambino</strong>&#8230; Pero&#8217; io nelle mie circostanze non ho molta scelta, o applico OPOL o addio bilinguismo, e io so che il bilinguismo e&#8217; importante per il mio bambino (per tutta una serie di considerazioni molto personali).</p>
<p>Quindi non ho mollato, ma mi sono fatta piu&#8217; attenta. <strong>Ho avuto particolare cura a tradurre tutto e includere gli altri nelle nostre conversazioni</strong>. Premetto che A. e&#8217; un bambino che attira l&#8217;attenzione per via dei suoi tratti somatici e molto socievole, quindi il rischio che venga isolato e&#8217; veramente minimo (almeno per ora, incrociamo le dita per il futuro).</p>
<p>Morale? <strong>Mi sono accorta che i bambini con cui A. gioca sulla spiaggia e gli adulti con cui interagiamo piu&#8217; spesso cominciavano a dire Bye Bye. Un dilagare di bye bye</strong>! E qualcuno si avventurava anche a dire One, Two, Three! Con grande divertimento sia dei bambini che dei genitori!</p>
<p>In breve, <strong>anche sulla spiaggia abbiamo finalmente creato il nostro habitat</strong>. Gli altri sanno che A. e&#8217; bilingue e non se ne stupiscono piu&#8217;. Forse qualcuno trovera&#8217; l&#8217;idea bizzarra, ma la cosa non mi interessa, ma tanti <strong>adulti e bambini giocano con l&#8217;idea di usare alcune parole in Inglese e certo A. non e&#8217; isolato.</strong></p>
<p>Per concludere, vedendo come questi bambini cominciavano spontaneamente ad usare parole in Inglese a me e&#8217; venuta un&#8217;idea e cosi&#8217; <strong>da lunedi&#8217; sulla nostra spiaggia ci sono playgroups in Inglese per bambini: English On The Beach</strong>. Ma questa e&#8217; un&#8217;altra storia e ve la raccontero&#8217; a parte, per ora vi basti sapere che ci stiamo divertendo un mondo!</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/wickechimp/2571943004/" target="_blank">Wickedchimp</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1373/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1373&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sconti sui Libri, CD e DVD in Inglese solo fino al 2 Agosto</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/28/sconti-sui-libri-cd-e-dvd-in-inglese-solo-fino-al-2-agosto/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 14:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi avevamo informati del fatto che su Amazon.co.uk al momento ci sono degli sconti molto interessanti, in alcuni casi, per esempio i DVD, addirittura eclatanti. Siamo appena stati informati del fatto che questi sconti dureranno ancora solo per qualche giorno, fino al 2 Agosto, quindi se ancora non ne avete approfittato vi conviene farlo quanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1370&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi avevamo informati del fatto che su Amazon.co.uk al momento ci sono degli <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/06/03/libri-cd-e-dvd-in-inglese-scontati/" target="_blank">sconti molto interessanti</a>, in alcuni casi, per esempio i DVD, addirittura eclatanti.</p>
<p>Siamo appena stati informati del fatto che questi sconti dureranno ancora solo per qualche giorno, fino al 2 Agosto, quindi se ancora non ne avete approfittato vi conviene farlo quanto prima presso <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21">Bilingual For Fun Bookstore</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1370/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1370&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il punto di vista di una studentessa che ha frequentato una scuola internazionale</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/25/il-punto-di-vista-di-una-studentessa-che-ha-frequentato-una-scuola-internazionale/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 16:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini bilingui si raccontano]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Bilingue]]></category>

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		<description><![CDATA[Luisa ha frequentato una scuola internazionale e condivide con noi la sua esperienza, estremamente positiva. Forse non sono la persona più adatta a scrivere in questo sito. Non sono ancora genitore, ma mi stanno a cuore le lingue straniere, dal momento che le studio, e mi incuriosisce il bilinguismo (mi piacerebbe molto fare la mia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1365&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Luisa ha frequentato una scuola internazionale e condivide con noi la sua esperienza, estremamente positiva. </em></p>
<p>Forse non sono la persona più adatta a scrivere in questo sito. Non sono ancora genitore, ma mi stanno a cuore le lingue straniere, dal momento che le studio, e mi incuriosisce il bilinguismo (mi piacerebbe molto fare la mia tesi di laurea specialistica su questo argomento).</p>
<p>Ho avuto la fortuna di frequentare un liceo linguistico internazionale italo-spagnolo. Quindi ho inziato lo studio della lingua spagnola tardi. Leggendo alcuni commenti mi è venuto in mente il periodo del liceo e posso affermare che l’unica cosa che conta per favorire il bilinguismo è una <strong>relazione serena</strong> con i propri genitori/insegnanti di lingua. Questo tipo di rapporto ovviamente è più facile intrattenerlo con i propri genitori che con i propri insegnanti.. .e penso che il successo dei bambini bilingui stia proprio in questo.<span id="more-1365"></span> Io ovviamente non mi posso considerare bilingue; sta di fatto che nelle materie che studiavo nella lingua straniera non avevo alcuna difficoltà ad esprimermi. Mi mancano molto i miei professori spagnoli ora, che non erano professori per me, ma come persone di famiglia. Senza questo rapporto di fiducia che si era instaurato non avrei mai imparato lo spangolo così bene e ora, che non lo sto più studiando nel curriculum universitario, non me lo ricorderei così bene.<br />
Ora che i miei professori madrelingua sono tornati nel loro paese di origine è come se avessi perso persone care e non dei semplici professori.. ed è questo profondo affetto che mi permette inconsciamente di amare la lingua spagnola, unico mezzo per comunicare con loro.</p>
<p>Quello che voglio consigliare a voi mamme di futuri bilingui, è di stare accanto ai vostri figli con il massimo affetto che una mamma può provare per il proprio figlio, parlando con lui/lei nella vostra lingua materna, ma senza stressarli (siete prima di tutto madri); vedrete che in futuro parleranno le due lingue con gioia. Sarà per loro un bisogno essenziale quello di parlare nelle due lingue anche quando non ci sarà più nessuno con cui parlarle (ogni tanto parlo da sola in spagnolo).</p>
<p>Come potete notare dal mio commento, anche una semplice studentessa di lingue non bilingue ha la capacità di avere una visione ad ampio raggio e da più prospettive, mettendosi nei panni dello studente che ha ricevuto una formazione quasi bilingue e in quelli del genitore/professore, o meglio EDUCATORE.</p>
<p>Questa esperienza, quella del liceo linguistico internazionale, mi ha segnato molto in positivo e mi ha trasformato nella persona che sono attualmente. Sarebbe veramente bello se ci fossero più scuole come quella che ho frequentato io(http://www.liceobotta.it/index.html), perché questi licei favoriscono anche a scuola il clima che voi genitori offrite a casa ai vostri figli, futuri bilingui.<br />
Cerco di non essere troppo prolissa. Concludo mettendomi a disposizione per qualunque commento riguardo questo tema.<br />
Seguirò con interesse il vostro sito, che ho scoperto soltanto oggi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1365/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1365&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Playgroups in Inglese e altre lingue. Dove, Come, Quando, e soprattutto Chi</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/18/playgroups-in-inglese-e-altre-lingue-dove-come-quando-e-soprattutto-chi/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/18/playgroups-in-inglese-e-altre-lingue-dove-come-quando-e-soprattutto-chi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Playgroup per Bambini Bilingui]]></category>
		<category><![CDATA[english playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Playgroup]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=1346</guid>
		<description><![CDATA[Recentemente sono arrivati diversi commenti che esprimono interesse nei Playgroups o nel formare Playgroups in un posto o nell&#8217;altro, quindi vorrei rispondere a tutte le persone interessate per fare un po&#8217; di chiarezza su: Playgroups nelle varie lingue Playgroups in Inglese Dove sono i Playgroups Come far partire un nuovo Playgroup Playgroups nelle varie lingue [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1346&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente sono arrivati diversi commenti che esprimono interesse nei Playgroups o nel formare Playgroups in un posto o nell&#8217;altro, quindi vorrei rispondere a tutte le persone interessate per fare un po&#8217; di chiarezza su:</p>
<ul>
<li><strong>Playgroups nelle varie lingue</strong></li>
<li><strong>Playgroups in Inglese</strong></li>
<li><strong>Dove sono i Playgroups</strong></li>
<li><strong>Come far partire un nuovo Playgroup<span id="more-1346"></span></strong></li>
</ul>
<p><strong>Playgroups nelle varie lingue</strong></p>
<p>I Playgroups hanno come obiettivo primario quello di <strong><a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/">creare un contesto sociale per la lingua minoritaria</a></strong>, in modo che il bambino capisca che questa lingua ha una sua funzione e necessita&#8217; e anche per associarla ad un contesto di gioco, a misura di bambino. <strong><a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2008/11/11/playgroup/">Quindi i Playgroups sono pensati per i bambini che gia&#8217; sanno la lingua</a></strong>. Vale a dire che gia&#8217; la capiscono, e se non la parlano almeno usano attivamente alcune parole.<br />
Per la maggior parte delle lingue il concetto e&#8217; semplice e immediato, e funziona benissimo. I bambini che vengono ai playgroups sono bilingui, anche se per eta&#8217;, carattere, situazione familiare o altro masterizzano la lingua in modo diverso.<br />
Altro e&#8217; il discorso per l&#8217;Inglese.</p>
<p><strong>Playgroups in Inglese</strong><br />
Tanta e&#8217; la pressione di far imparare l&#8217;Inglese ai bambini che <strong>tutti vorrebbero mettere i figli in un Playgroup con bambini di madrelingua Inglese.</strong> I genitori di bambini di madrelingua Inglese pero&#8217; hanno delle legittime titubanze, vogliono aiutare i propri figli a parlare la propria lingua, non farli diventare insegnanti di Inglese per gli altri bambini&#8230;<br />
Quindi cominciamo a razionalizzare. I bambini che frequentano i Playgroups Inglesi si dividono in tre gruppi:</p>
<ul>
<li>Bambini di madrelingua Inglese</li>
<li>Bambini italiani ai quali viene gia’ insegnata la lingua Inglese a casa</li>
<li>Bambini italiani a cui i genitori vorrebbero far imparare l&#8217;Inglese</li>
</ul>
<p>Per i <strong>bambini di madrelingua Inglese</strong> ci sono i Playgroups per bambini bilingui, che sono <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2008/11/11/i-nostri-playgroup/">i classici Playgroups di Bilingue Per Gioco.<br />
</a>Per i <strong>bambini italiani che non sanno l’Inglese</strong> ci sono dei Playgroups apposta, basati sul metodo <a href="http://www.hocus-lotus.edu/template.php?pag=69498" target="_blank">Hocus&amp;Lotus</a> sviluppato dalla Sapienza e ampiamente testato in tutta Italia e all’estero. Questi playgroups possono essere condotti solo da qualcuno che sia stato formato al metodo Hocus&amp;Lotus E parli molto bene la lingua Inglese. Nella pratica al momento io li organizzo e gestisco a Verona, ma nel breve termine non e’ banale farli nascere in altre citta’.<br />
Veniamo infine al gruppo di mezzo, <strong>bambini italiani che in generale capiscono bene l’Inglese</strong>, ma solo in modo passivo. Alcuni di questi bambini possono benissimo unirsi al gruppo dei madrelingua, ovviamente dipende da quanto capiscono la lingua e quanto regolare e’ la loro esposizione all’Inglese, fermo restando che in un Playgroup di madrelingua non dovrebbero esserci piu’ di 3 bambini che non siano propriamente madrelingua. Oppure ove possibile per questi bambini si puo’ fare un Playgroup a se’, che in realta’ sara’ molto simile ai Playgroups dei madrelingua.</p>
<p><strong>Dove sono i Playgroups<br />
</strong>Il bardo canto’ “Non c’e’ vita fuori dalle mura di Verona…” (Shakespeare, Romeo and Juliet, “There is no world without Verona walls, but purgatory, torture, hell itself”). Un preambolo altisonante per dire che Bilingue Per Gioco nasce a <strong>Verona</strong> e qui abbiamo Playgroups in <strong>Inglese</strong> (sia per bambini madrelingua che per Italiani), in <strong>Tedesco</strong> e prossimamente anche in <strong>Francese</strong>.<br />
A partire da Settembre pero’ stiamo progettando di far nascere i Playgroups anche in altre citta’. Al momento stiamo parlando di Playgroup(s) <strong>Inglesi a</strong> <strong>Perugia</strong> (per madrelingua) e Playgroups <strong>Tedesco e Francese a</strong> <strong>Roma</strong>. Speriamo di aggiungerne altri presto.</p>
<p><strong>Come far partire un nuovo Playgroup<br />
</strong>I Playgroups non sono corsi di lingua, sono piuttosto momenti di gioco. Cio’ nonostante <strong>i Playgroups di Bilingue Per Gioco sono organizzati in maniera molto professionale</strong>, tanto per semplificare:</p>
<ul>
<li>Hanno un luogo e momento di incontro fisso, in genere una volta alla settimana</li>
<li>I locali in cui si tengono i Playgroups devono essere adatti ai bambini da 0 a 6 anni ed essere organizzati e attrezzati per favorire il gioco e alcune attivita’ specifiche, ma devono anche facilitare l’interazione tra genitori e bambini</li>
<li>Alcune attivita’ vengono proposte ogni volta sempre nella stessa maniera, per motivare i bambini a parlare senza che nemmeno se ne rendano conto</li>
<li>Chi organizza il Playgroup e’ responsabile del fatto che ci siano sempre i materiali necessari</li>
</ul>
<p>Tutto cio’ per dire che i Playgroups non sono improvvisati ma pensati e studiati con cura, ma una volta chiarito come si fa non e’ difficile gestire un Playgroup, anche perche’ c’e’ sempre il nostro supporto. <strong>Quindi i Playgroups possono, anzi devono, essere gestiti da un genitore (non necessariamente una mamma)</strong>.<br />
Infine, dettaglio non trascurabile, i Playgroups sono evidentemente a pagamento (ma i prezzi verrano decisi a livello locale, anche a seconda dei costi), non sarebbe altrimenti possibile ottenere questo livello di organizzazione, che inevitabilmente si traduce in un’esperienza positiva per bambini e genitori da tutti i punti di vista:</p>
<ul>
<li>Occasioni di incontro serene e divertenti in cui tutti si sentono a proprio agio</li>
<li>Stimolo per i bambini a parlare la lingua minoritaria</li>
<li>Supporto per i genitori che spesso si sentono molto isolati nell’esperienza di bilinguismo</li>
</ul>
<p><strong>Quindi se state crescendo i vostri bambini bilingui e l’idea di far partire un playgroup nella vostra zona vi interessa, o anche solo vi stuzzica, chiamatemi e parliamone: 320 1156419. Vi assicuro che non e’ difficile, anzi e’ molto divertente, e soprattutto vi da’ la possibilita’ di creare personalmente le possibilita’ che vorreste offrire ai vostri figli.</strong></p>
<p>Se avete domande o commenti non esitate.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1346/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1346&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il Bilinguismo e&#8217; un vantaggio, lo dice la ricerca</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/11/il-bilinguismo-e-un-vantaggio-lo-dice-la-ricerca/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alcuni Vantaggi, Problemi e Tecniche del Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vantaggi del Bilinguismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=1340</guid>
		<description><![CDATA[Riporto un articolo apparso sulla Repubblica sui vantaggi del bilinguismo coltivato nella prima infanzia CRESCERE in una casa in cui si parlano due lingue avvantaggia il bambino, che non solo impara fin da piccolo a cavarsela fra quella di mamma e quella di papà nello stesso tempo in cui i suoi coetanei ne imparano solo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1340&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riporto un <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/scienze/bimbi-bilingui/bimbi-bilingui/bimbi-bilingui.html?ref=hpspr1" target="_blank">articolo apparso sulla Repubblica </a>sui vantaggi del bilinguismo coltivato nella prima infanzia</em></p>
<p>CRESCERE in una casa in cui si parlano due lingue avvantaggia il bambino, che non solo impara fin da piccolo a cavarsela fra quella di mamma e quella di papà nello stesso tempo in cui i suoi coetanei ne imparano solo una, ma acquista anche una marcia in più: le sue capacità cognitive sono più agili rispetto a quelle dei suoi coetanei monolingue.<span id="more-1340"></span></p>
<p>E&#8217; la conclusione di uno studio pubblicato su Science condotto dal professor Jacques Mehler insieme ad Agnes Kovacs della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I bambini esposti a due lingue, fin da piccoli sviluppano strategie di apprendimento più flessibili. E a un anno sono in grado di imparare in maniera più veloce ed elaborata rispetto ai bambini della stessa età che di lingue ne ascoltano solo una. In particolare, vivere a fianco di mamma e papà ad esempio inglese ed italiano o spagnola e tedesco, migliora nei piccoli le funzioni esecutive, processi fondamentali per eseguire compiti non solo verbali, ma di gestione e pianificazione di attività e coordinazione delle azioni.</p>
<p>Da anni il professor Mehler, direttore del laboratorio Linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA, studia la plasticità del cervello, che permette di imparare due o più lingue. In questo studio sono stati osservati bambini di 12 mesi &#8211; sei bilingue, sei monolingue &#8211; impegnati in un compito che richiede il controllo delle funzioni esecutive, ed i risultati dei due gruppi sono stati messi a confronto. Sottoposti a stimoli sonori sotto forma di parole differenti, con strutture differenti, i bambini dovevano capire in quale lato dello schermo di un computer sarebbe comparsa la figura di un pupazzo, che attraeva la loro attenzione: a certe parole il pupazzo appariva a destra, ad altre a sinistra. I bilingue hanno dimostrato di capire subito il trucco e hanno risposto bene e rapidamente, mentre i loro coetanei monolingue hanno fatto più fatica ad associare la differenza fra le parole al alto in cui sarebbe spuntato il pupazzo.</p>
<p>&#8220;Ancora prima di parlare, un bambino esposto a due idiomi dalla nascita sa distinguere la lingua materna da quella paterna ed apprende regolarità linguistiche più in fretta rispetto ad un bambino monolingue&#8221;, spiega il professor Mehler. Il suo cervello, infatti, &#8220;è più duttile perché è più allenato a distinguere fra stimoli provenienti da lingue diverse, senza che queste interferiscano fra di loro&#8221;.</p>
<p>In precedenza il professore e colleghi avevano studiato il comportamento di bambini monolingue e bilingue di sette mesi, osservando che già a questa età i secondi mostravano abilità cognitive di controllo superiori rispetto ai primi. Ora la ricerca su Science dimostra che ad un anno il cervello di un bambino cresciuto in un ambiente bilingue sviluppa funzioni esecutive accresciute. Attenzione, però: &#8220;Questo non significa essere più intelligenti, solo più allenati: una competenza che in qualche modo i bilingue acquisiscono passivamente&#8221;, chiarisce Mehler.</p>
<p>&#8220;Il cervello umano ha, entro certi limiti, un&#8217;enorme plasticità e non si confonde di fronte a stimoli diversi. Dai 7 ai 12 mesi c&#8217;è un progresso, e un bambino bilingue impara a gestire con successo compiti più complessi, ad acquisire e distinguere strutture linguistiche diverse e monitorarle simultaneamente in modo più efficace rispetto ad un coetaneo monolingue&#8221;, conclude Mehler. Va aggiunto, però, che &#8220;se il vantaggio è evidente in tenera età, ai monolingue non mancheranno più avanti con gli anni le occasioni per recuperare e colmare il dislivello&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1340/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1340&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Che fare se il papa&#8217; rifiuta di parlare la propria lingua col figlio?</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/06/che-fare-se-il-papa-rifiuta-di-parlare-la-propria-lingua-col-figlio/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 10:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le domande dei genitori sul bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[ Leonora ci scrive con una domanda, meno inconsueta di quanto si pensi&#8230; Il suo compagno non vuole parlare la propria lingua madre con la loro bambina, privandola cosi&#8217; dell&#8217;opportunita&#8217; di crescere bilingue, e la mamma non se ne capacita. Salve, ho un quesito da porvi.. Allora, io sono italiana e il mio compagno e&#8217; angolano, di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1310&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/papa1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1327" title="papa" src="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/papa1.jpg?w=99&#038;h=150" alt="papa" width="99" height="150" /></a> Leonora ci scrive con una domanda, meno inconsueta di quanto si pensi&#8230; Il suo compagno non vuole parlare la propria lingua madre con la loro bambina, privandola cosi&#8217; dell&#8217;opportunita&#8217; di crescere bilingue, e la mamma non se ne capacita.</em></p>
<p>Salve, ho un quesito da porvi..<br />
Allora, io sono italiana e il mio compagno e&#8217; angolano, di madrelingua porrtoghese quindi. Abbiamo vissuto in Inghilterra per anni, dove nacque nostra figlia (3 anni fa). Da 2 anni viviamo in Italia. Benche&#8217; il suo italiano non sia ottimo, si ostina a parlare in italiano alla bimba, tranne poche volte in cui le parla in portoghese (ma sempre le solite frasi e parole!). Insisto da tempo perche&#8217; le parli esclusivamente in portoghese, ma lui risponde dicendo che non gli viene spontaneo. MA CHE RISPOSTA E&#8217;???? Non puo&#8217; fare lo sforzo? Mica e&#8217; lui il bambino!! Fra noi due parliamo inglese, per abitudine, eppure nostra figlia non lo capisce, probabilmente perche&#8217; non ci rivolgiamo in inglese con lei.<br />
Come devo fare?<br />
Grazie, complimenti per il blog!</p>
<p>Leonora.</p>
<p><span id="more-1310"></span> </p>
<p>Leonora,</p>
<p>innanzi tutto non scoraggiarti, il tuo problema e&#8217; tutt&#8217;altro che inusuale. <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/03/04/nadia-il-bilinguismo-e-contagioso/">Nadia</a> ci ha gia&#8217; raccontato un&#8217;esperienza molto simile (e forse potra&#8217; darti qualche consiglio) e molte altre famiglie hanno lo stesso problema.</p>
<p>La prima e piu&#8217; importante premessa e&#8217; che, ovviamente, <strong>non si puo&#8217; costringere nessuno a parlare una lingua specifica con i figli, deve essere un atto volontario</strong>. Quindi, a mio parere, l&#8217;unica speranza sta nel<strong> capire le ragioni di questa scelta</strong> ( o diniego) e nel <strong>parlare e ragionare col tuo compagno per convincerlo</strong>. Di piu&#8217; non puoi fare, perche&#8217; in fin dei conti sta a lui scegliere come impostare il rapporto con sua figlia, non a te, anche se capisco benissimo la tua frustrazione.</p>
<p>Cio&#8217; detto, rimane comunque da capire perche&#8217; il tuo compagno, come altri papa&#8217;, rifiuta di parlare la sua lingua con vostra figlia. Io ovviamente non posso saperlo, posso solo generare alcune idee, tanto per indicarti in quali direzioni potresti cercare, poi pero&#8217; sarai tu a dover parlare con lui per capire. Alcune opzioni:</p>
<ul>
<li><strong>Il bilinguismo e&#8217; normale, e la bambina potra&#8217; diventare bilingue a suo tempo</strong>. Per noi il bilinguismo e&#8217; una rarita&#8217;, ma per molte persone e&#8217; la normalita&#8217;. In molto paesi, inclusi molti paesi Africani, la societa&#8217; e&#8217; bilingue o multilingue perche&#8217; costituita da etnie diverse (piu&#8217; una o piu&#8217; lingue coloniali). <strong>Per chi e&#8217; cresciuto in  societa&#8217; multietniche il bilinguismo e&#8217; la cosa piu&#8217; naturale del mondo</strong>, davvero non capiscono come sia difficile diventare bilingue per chi e&#8217; cresciuto monolingue, quindi penasno che non ci sia fretta, tanto il bambino potra&#8217; imparare le altre lingue quando vorra&#8217;. Se questo fosse il tuo caso, potresti aiutare tuo marito a riflettere su cosa vuol dire crescere monolingue.</li>
<li><strong>Ormai vivo in Italia e parlo sempre Italiano. </strong>Attenzione, quest&#8217;argomento non deve essere ignorato con sufficienza, molto spesso dietro ci sono delle ragioni molto profonde. <strong>Lasciare il proprio paese d&#8217;origine per sempre, per tornarvi in maniera estremamente saltuaria, e&#8217; dolorosissimo</strong>. Chi non ha avuto questa esperienza non puo&#8217; davvero capire cosa significa (e quindi nemmeno io), ne&#8217; si puo&#8217; paragonare l&#8217;esperienza di un&#8217;Italiana che va a vivere a Londra (a max due ore di aereo da casa e in un contesto comunque molto simile a quello nativo)  con quella di chi si lascia alle spalle un continente, con cultura, tradizioni, modi e filosofia di vivere completamente diversi. Uno dei modi di convivere con questo dolore e&#8217; quello di integrarsi e adattarsi alla propria nuova vita. Pero&#8217; sappiamo tutti che avere dei figli ci porta a riflettere sulla nostra infanzia, a ricordare il bambino o la bambina che c&#8217;e&#8217; in noi. Ebbene, io immagino che <strong>parlare la propia lingua nativa con i propri figli possa portare alcune persone a rimettere in discussione le proprie scelte e affrontare memorie e riflessioni dolorose. </strong>In un certo senso, rifiutarsi di parlare la propria lingua potrebbe essere solo un modo per proteggere se stessi.</li>
<li><strong>Dell&#8217;educazione dei bambini se ne occupa la mamma</strong>. Questo atteggiamento e&#8217; estremamente comune tra gli uomini di tutte le culture. Se ne servisse un&#8217;ennesima prova, il 99% delle persone che scrivono a questo blog sono mamme. Sono quasi sempre le mamme ad occuparsi dell&#8217;educazione e del bilinguismo nello specifico. Giusto o sbagliato che sia, e&#8217; cosi&#8217;. Per inciso, i papa&#8217; sono piu&#8217; che benvenuti, smentitemi per favore, ne saro&#8217; lieta!</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune idee, che potrebbero non avere nulla a che fare con le motivazioni del tuo compagno. Pero&#8217; in tutta sincerita&#8217; io cercherei delle motivazioni piu&#8217; profonde della semplice pigrizia.</p>
<p>Facci sapere se questo post ti e&#8217; stato utile, e se hai altre domande o riflessioni da condividere.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/ajawin/2342440095/" target="_blank">lepiaf.geo</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1310/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1310&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">papa</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Una famiglia con molta esperienza di ragazze alla pari</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/05/una-famiglia-con-molta-esperienza-di-ragazze-alla-pari/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/05/una-famiglia-con-molta-esperienza-di-ragazze-alla-pari/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 14:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie bilingui si raccontano]]></category>
		<category><![CDATA[Baby sitter madrelingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Maddalena, mamma farmacista e blogger, ha moltissima esperienza di ragazze alla pari, come leggerete piu&#8217; sotto, e gentilmente condivide la sua esperienza per aiutare tutte le famiglie che hanno molti dubbi in merito, come e&#8217; emerso nei commenti al post: Ragazze alla pari e bambini bilingui. Cosi&#8217; come sono abituata a fare per i prodotti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1321&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Maddalena, mamma </em><a href="http://www.easyaupair.com/" target="_blank"><em>farmacista</em></a><em> e blogger, ha moltissima esperienza di ragazze alla pari, come leggerete piu&#8217; sotto, e gentilmente condivide la sua esperienza per aiutare tutte le famiglie che hanno molti dubbi in merito, come e&#8217; emerso nei commenti al post:</em> <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/06/11/ragazze-alla-pari-e-bambini-bilingui/" target="_self">Ragazze alla pari e bambini bilingui<em>.</em></a></p>
<p>Cosi&#8217; come sono abituata a fare per i <a href="http://www.farmaciaserragenova.it/index.php?option=com_wrapper&amp;view=wrapper&amp;Itemid=64" target="_blank">prodotti &#8220;strani&#8221; e pratici che distribuiamo </a> e&#8217; un piacere condividere la mia esperienza con le mamme anche sull&#8217; argomento au pair, sono felice di metterla a disposizione tua e delle tue lettrici .</p>
<p>Noi come forse hai letto sul blog o sito abbiamo 4 bimbi dagli 11 ai 4 anni. La nostra scelta di andare su una aupair e&#8217; stata fatta 4 anni fa,</p>
<p><span id="more-1321"></span> non tanto per un discorso di linguistica ma perche&#8217; io viaggio molto per vacanze, specialmente in estate, spesso senza mio marito ma con tutti i bimbi. Io quando ero piccola avevo avuto questa esperienza e me la ricordavo come positiva e preferivo avere con me qualcuno con cui i bambini potessero avere scambi culturali, linguistici ed emozionali, difficili con una persona che magari ti accompagna per lavoro e stipendio ma con poco coinvolgimento e non come sorella grande per i bimbi. Fatto il preambolo. Allora iniziamo.</p>
<p>Per cio&#8217; che so io in Italia non e&#8217; riconosciuta la figura dell&#8217; aupair*, quindi o una persona e&#8217; assunta e quindi tua dipendente oppure e&#8217; tua ospite e quindi non pagata , di qui la difficolta&#8217; di inquadramento legale per chi ospiti ed assenza di vincoli. Non ho esperienza di agenzie, perche&#8217; quelle che ho contattato mi hanno fatto capire che con 4 bimbi in una citta&#8217; come Genova, non molto nota, il nostro appeal fosse pari a zero! Benedetto internet!</p>
<p>Siti di riferimento: tutti funzionano nello stesso modo, puoi pubblicare una tua scheda ed aspettare che le ragazze ti contattino o farlo tu con loro analizzando le presentazioni pubblicate.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.greataupair.com/" target="_blank">http://www.greataupair.com/</a> 15000 ragazze soprattutto america ed asia un po meno europa costo per avere accesso ai dati totali email compresa per accesso mensile 43 euro trimestrale 86 .</li>
<li><a href="http://www.aupair-world.it/" target="_blank">http://www.aupair-world.it/</a> piu&#8217; piccolo piu&#8217; europee 39 euro per tre mesi</li>
<li><a href="http://www.easyaupair.com/">http://www.easyaupair.com/</a> 41,99 sterline per un mese.</li>
</ul>
<p>Primo problema che bisogna imparare a gestire: la rapidita&#8217; delle &#8220;trattative&#8221;e piu&#8217; fronti aperti. Le ragazze sono abituate a trattare velocemente e con piu&#8217; famiglie insieme, scegliendo alla fine, quindi il rischio se ci si concentra su una sola e&#8217; di rimanere con un pugno di mosche.</p>
<p>Secondo problema: la durata delle permamenze. Questa sera con mio marito le abbiamo contate, in 4 anni ne abbiamo avute circa 15; tempo massimo di permanenza 5 mesi, minimo 2 giorni. Non piu&#8217; tardi di ieri l&#8217; australiana che avevamo da tre settimane ci ha lasciato solo un biglietto ed e&#8217; andata via adducendo motivi familiari, senza aver fatto notare problemi, e&#8217; probabilmente andata in un altra famiglia! Come puoi quindi immaginare e&#8217; difficile, specialmente se i bimbi sono un po&#8217; chiusi prima che si adattino e poi queste non avendo vincoli possono andare o tu le puoi spedire in zero secondi per incomprensioni. I nostri sono ormai abbastanza abituati ai ricambi quindi e&#8217; piu&#8217; semplice ma sempre non bellissimo.</p>
<p>Provo a rispondere alle tue domande:</p>
<ul>
<li><strong>Come si fa ad individuare la ragazza alla pari giusta?</strong> Sicuramente parlando anche via skype e dettagliando molto precisamente cosa vuoi da loro, meglio perderne un po&#8217; all inizio ma che abbiano un &#8216; idea precisa. Cercando di capire perche&#8217; lo fanno: soldi , lingua ,esperienza, crisi sentimentali quindi cambio di vita&#8230;</li>
<li><strong>Quali domande bisogna fare?</strong> Perche&#8217; lo vogliono fare ,stabilire un periodo di prova di 2 3 mesi mai impegnarsi a scatola chiusa per un anno o piu&#8217;, e&#8217; quasi impossibile verificare le referenze, dietro una mail che ti do posso sempre esserci io!</li>
<li><strong>Come bisogna modificare la propria vita quotidiana con il loro arrivo?</strong> Questo per noi non e&#8217; stato un grosso problema basta una stanza piccola ed un bagno condiviso,qualcuna chiede foto dei locali.</li>
<li><strong>Come si possono affrontare al meglio le differenze culturali, i malintesi, le differenze d&#8217;abitudine?</strong> Sempre chiarendo prima anche alimentazione, malattie, allergie, abitudini. Per il resto e&#8217; come avere un membro della famiglia in piu&#8217;, con la lingua come ostacolo.</li>
<li><strong>Che impatto hanno avuto le ragazze alla pari sull&#8217;apprendimento delle lingue dei tuoi figli?</strong> Il grande senza particolari forzature parla inglese, correntemente. Gli altri tre compreso il piccolo si sanno far capire, nello scritto ovviamente sono proporzionati all&#8217;eta&#8217;.</li>
</ul>
<p>Se come credo avrai altri dubbi o domande sono a tua disposizione, spero di averti dato qualche notizia utile. A presto,</p>
<p> Maddalena</p>
<p>*Aggiungo una nota, la figura della ragazza alla pari e&#8217; riconosciuta e regolamentata a livello Europeo, come potete leggere in questo <a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/06/allapariitalia.pdf" target="_blank">documento del comune di Torino</a>. L.</p>
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		<title>Bambini bilingui, nonni, zii e famiglia allargata</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/02/bambini-bilingui-e-nonni-zii-e-famiglia-allargata/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alcuni Vantaggi, Problemi e Tecniche del Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Societa' e Bilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso i genitori che utilizzano OPOL ci raccontano che in presenza di nonni, zii e parenti rinunciano ad utilizzare la lingua minoritaria con i bambini, per rispetto nei confronti degli adulti che non la parlano. Il desiderio di coinvolgere tutta la famiglia nelle conversazioni e’ senz’altro positivo, ma questo non deve necessariamente accadere a scapito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1314&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/grandfather.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1315" title="grandfather" src="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/07/grandfather.jpg?w=99&#038;h=150" alt="grandfather" width="99" height="150" /></a>Spesso i genitori che utilizzano <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/">OPOL</a> ci raccontano che in presenza di nonni, zii e parenti rinunciano ad utilizzare la lingua minoritaria con i bambini, per rispetto nei confronti degli adulti che non la parlano. Il desiderio di coinvolgere tutta la famiglia nelle conversazioni e’ senz’altro positivo, ma questo non deve necessariamente accadere a scapito della lingua minoritaria. E poi siete davvero sicuri che i nonni rifiutino cosi’ categoricamente la seconda lingua?</p>
<p> Il mio suggerimento e’ di <strong>coinvolgere la famiglia allargata</strong>, il che e’ spesso piu’ facile di quanto pensiate, a patto di adottare delle accortezze nella <strong>comunicazione</strong>:</p>
<ul>
<li> <strong>Spiegate quello che state facendo</strong>, i vostri obiettivi e motivazioni, mettendo il bambino al centro delle scelte</li>
<li><strong>Rispondete ai loro dubbi</strong> e perplessita’</li>
<li><strong>Chiedete il loro coinvolgimento</strong> e supporto</li>
<li><strong>Offrite voi stessi supporto</strong> ai familiari, perche’ l’esperienza sia positiva anche per loro</li>
<li><strong>Riconoscete e premiate i loro sforzi</strong><span id="more-1314"></span></li>
</ul>
<p> <strong>Spiegate quello che state facendo, i vostri obiettivi e motivazioni, mettendo il bambino al centro delle scelte</strong></p>
<p> Anche i familiari hanno a cuore il bene del bambino e per lo piu’ capiscono che il mondo in cui cresceranno questi bambini e’ molto diverso da quello in cui sono cresciuti loro stessi. Se poi la famiglia e’ mista la maggior parte dei nonni capiscono l’esigenza per il bambino di poter comunicare ed identificarsi con entrambe le famiglie d’origine. Quindi <strong>non partite dal presupposto che non possano capirvi</strong> ma parlate con tutta la famiglia del vostro progetto di bilinguismo, <strong>spiegate in dettaglio perche’ ritenete che sia importante per i vostri bambini</strong>, sia dal punto di vista dello sviluppo personale che delle opportunita’ future. <strong>Spiegate anche quale tecnica utilizzate e</strong> perche’ e’ importante che manteniate un approccio sempre costante.</p>
<p> <strong>Rispondete ai loro dubbi e perplessita’</strong></p>
<p> <strong>Chiunque non abbia esperienza diretta del bilinguismo ha le idee poco chiare a riguardo</strong>, e cio’ e’ assolutamente normale. Certo e’ anomalo vedere un bambino di 1 anno o poco piu’ passare da una lingua all’altra ed e’ legittimo chiedersi se cio’ non lo confonda. Tanto per mettere le cose in prospettiva, quando si comincio’ a studiare scientificamente il bilinguismo si parti’ dall’ipotesi che fosse dannoso e si fece di tutto per dimostrarlo, ci sono voluti decine di anni di ricerca metodica per smantellare questa ipotesi. Quindi se la nonna dice “Poaretto il mi butin!” (povero il mio bambino in dialetto veneto) passategliela, e cercate di spiegarle che non e’ cosi’. <strong>Ascoltate i loro timori, e date loro risposte solide e convincenti.</strong></p>
<p> Inoltre <strong>non sottovalutate il timore dei familiari di essere estraniati dalla vita del bambino</strong>, di non capirlo. Spesso questo timore e’ alla base della resistenza offerta alla seconda lingua. Spiegate loro che il bambino imparera’ sicuramente la lingua maggioritaria e sara’ sempre in grado di parlare con loro, che si puo’  imparare una seconda lingua in tenera eta’ senza togliere nulla alla prima e che all’inizio forse il bambino mischia le lingue ma poi le separera’ senza problemi. <strong>Rassicurateli</strong>.</p>
<p> <strong>Chiedete il loro coinvolgimento e supporto</strong></p>
<p> Non c’e’ <strong>nulla che faccia sposare una causa come il sentirsi responsabili del suo successo</strong>. Non chiedete a nonni e zii di assistere impassibili ai vostri sforzi, chiedete il loro aiuto, <strong>rendeteli consapevoli dell’importanza del loro ruolo e dell’impatto delle loro azioni</strong>. Le persone amano sentirsi utili e aiutare, non privateli di questo piacere. In questo modo i<strong> successi linguistici del bambino saranno anche il loro successo</strong>, ne saranno orgogliosi e motivati.</p>
<p>Ci sono tanti modi in cui i familiari possono aiutare: incoraggiando il bambino, facendogli guardare un DVD o ascoltare della musica in lingua minoritaria quando voi non ci siete, rispondendo alle semplici richieste del bambino anche se espresse nella seconda lingua, accettando che la conversazione avvenga in due lingue quando voi siete presenti, etc.</p>
<p> <strong>Offrite voi stessi supporto ai familiari, perche’ l’esperienza sia positiva anche per loro</strong></p>
<p><strong> </strong>Come menzionato sopra, spesso la resistenza al bilinguismo nasce dalla paura di non essere all’altezza, di essere tagliati fuori. <strong>Sta a voi far si che tutti i familiari ricevano il supporto necessario perche’ questa esperienza sia positiva anche per loro.</strong></p>
<p>Traducete cio’ che dite al bambino nella lingua maggioritaria a beneficio degli altri adulti, rispondete alle loro domande, chiarite loro quali sono le parole semplici che il bambino usa nella seconda lingua (acqua, pappa, nanna) perche’ possano rispondere alle sue richieste. Insomma <strong>aiutateli ad imparare con il bambino</strong>.</p>
<p> <strong>Riconoscete e premiate i loro sforzi</strong></p>
<p> Non dimenticate mai che cio’ che per voi e’ banale (capire e parlare due lingue) richiede loro sforzi enormi, quindi riconoscete gli sforzi che stanno facendo, <strong>fateli sentire apprezzati e incoraggiati</strong>. Se la nonna da un bicchiere d’acqua al bambino che chiede Wasser lodatela, fatela sentire apprezzata, celebrate sia il successo del bambino che quello della nonna.</p>
<p> Per concludere, <strong>due parole sulla nostra esperienza</strong>. I miei genitori, nonni di A., non parlano le lingue straniere, hanno solo dei rudimenti di inglese – la nonna –  e di francese – il nonno, dello zio si e’ gia’ parlato, ci mette tanto impegno ma e’ una frana. Tutti pero’ capiscono perche’ la seconda lingua sia importante per A. e hanno appoggiato i miei sforzi fin dall’inizio.</p>
<p>Nei primi tempi io traducevo tutto per loro, o se non lo facevo erano loro a chiedermi di spiegare cosa avevo detto. Poi hanno cominciato a chiedere meno, io mi sono appoggiata sempre piu’ ai gesti per aiutarli a capire cosa stavo dicendo. Poi la nonna ha cominciato a tradurre per il nonno quando lui non capiva, ed io la incoraggiavo, cosi’ impara anche lei, ed e’ contenta di aver imparato (imparare da’ soddisfazione a tutte le eta’, sono gli stimoli che spesso vengono a mancare!).  A. ha 21 mesi, e qualche giorno fa ho detto a mia madre “Certo che in questa maniera state imparando l’Inglese anche voi”, e lei “Certo, abbiamo imparato tantissimo!”. Due piccioni (belli grassi) con una fava!</p>
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<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/futurestreet/3442736127/" target="_blank">Futurestreet</a></p>
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		<item>
		<title>Il video di Bilingue Per Gioco, cioe&#8217; di me&#8230;</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/07/02/il-video-di-bilingue-per-gioco-cioe-di-me/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[A. bambino bilingue]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali sul Bilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Momcamp ho parlato di Bilinguismo e di Bilingue Per Gioco, qui potete vedere il video. Premetto che quella contro i miei capelli e&#8217; una battaglia persa da tempo, che la mia voce stupisce anche me (un po&#8217; impostata all&#8217;inizio ma forse era solo la tensione, secondo me dopo migliora, e quindi forse c&#8217;e&#8217; speranza) e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1312&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al <a href="http://www.momcamp.it/">Momcamp</a> ho parlato di Bilinguismo e di Bilingue Per Gioco, qui potete vedere il <a href="http://beta.mammenellarete.it/VideoDetails.aspx?id_video=1367ef87-52b3-4e4e-9aee-b09b40a9fa24"><strong>video</strong></a>.<br />
Premetto che quella contro i miei capelli e&#8217; una battaglia persa da tempo, che la mia voce stupisce anche me (un po&#8217; impostata all&#8217;inizio ma forse era solo la tensione, secondo me dopo migliora, e quindi forse c&#8217;e&#8217; speranza) e che tornassi indietro <strong>ridirei le stesse cose</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bilinguepergioco.wordpress.com/1312/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1312&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperta: Introdurre l&#8217;inglese come terza lingua</title>
		<link>http://bilinguepergioco.wordpress.com/2009/06/28/il-parere-dellesperta-introdurre-linglese-come-terza-lingua/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 13:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alcuni Vantaggi, Problemi e Tecniche del Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il parere dell&#039;esperto/a]]></category>
		<category><![CDATA[Le domande dei genitori sul bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro post sull&#8217;Inglese come terza lingua ha creato delle perplessita&#8217; in Nadia, la Dott.a Sabine Pirchio*, Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, risponde alle sue domande Nadia scrive: Ciao Letizia, trovo questo articolo molto interessante, credo che tutti i genitori che crescono i propri figli con più di una lingua non inglese si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bilinguepergioco.wordpress.com&amp;blog=5468291&amp;post=1301&amp;subd=bilinguepergioco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro post <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/25/lidea-della-settimana-come-far-imparare-anche-linglese-ad-un-bambino-bilingue/">sull&#8217;Inglese come terza lingua </a>ha creato delle perplessita&#8217; in Nadia, la Dott.a Sabine Pirchio*, Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, risponde alle sue domande</p>
<p><strong>Nadia scrive:</strong><br />
Ciao Letizia,<br />
trovo <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/25/lidea-della-settimana-come-far-imparare-anche-linglese-ad-un-bambino-bilingue/">questo articolo </a>molto interessante, credo che tutti i genitori che crescono i propri figli con più di una lingua non inglese si chiedano come fare con l’inglese. Mi dico: va bene lasciamo perdere il trilinguismo e lasciamo pure perdere il trilinguismo passivo, ma se l’obiettivo fosse semplicemente una <strong>familiarizzazione con i suoni della lingua inglese</strong>?</p>
<p>Con Gioele (ha 20 mesi e in casa parliamo il francese) ad esempio facciamo degli sketch del tipo “give me five” e lui risponde “ooai”  oppure “one two” … “ti” e lui si diverte un mondo. Io ogni tanto la sera guardo i cartoni animati in inglese di Rai educational (in realtà solo per pochi minuti) e li guarda anche Gioele, certo lo so benissimo che con questo non impara l’inglese, però secondo me è già tanto se associa anche la lingua inglese a qualcosa di divertente e che facciamo insieme e perché no, magari può familiarizzare anche con i suoni di questa lingua.  <br />
Ciao e grazie<br />
Nadia</p>
<p><strong>La Dott.a Sabine Pirchio risponde:</strong></p>
<p><strong>E’ opportuno inserire nella vita del bambino bilingue l’inglese come terza lingua?<span id="more-1301"></span><br />
</strong>L&#8217;introduzione di una nuova lingua nella vita di un bambino è sempre un <strong>evento molto delicato</strong>. Il fatto che quella lingua venga effettivamente appresa dal bambino dipende da una serie di circostanze legate tra l&#8217;altro a</p>
<ul>
<li> la frequenza d&#8217;esposizione,</li>
<li>gli interocutori disponibili in quella lingua,</li>
<li>le modalità con cui quella lingua viene proposta,</li>
<li>la motivazione </li>
<li>la sistematicità e costanza con cui la si propone.</li>
</ul>
<p>Sappiamo bene infatti che anche se può sembrare la cosa più naturale e spontanea del mondo <strong>imparare una lingua richiede sforzo e impegno di ingenti risorse mentali</strong>. Sia gli adulti sia i bambini fanno questo sforzo solo se effettivamente è utile e necessario per la loro vita. <strong>Quello che interessa ai bambini è entrare in relazione, comunicare e fare cose interessanti e piacevoli con le persone per loro significative</strong>. Se per raggiungere questo obiettivo serve conoscere l&#8217;inglese allora lo apprenderanno, altrimenti no.<br />
La patata bollente resta quindi nelle mani dei genitori: sta a loro prendere una decisione e poi adottare comportamenti coerenti con quella decisione.</p>
<p>Come psicologa sono perfettamente d’accordo con tutti i punti toccati da Letizia nel suo post: <strong>l’inglese può aspettare</strong>! Ovviamente come ogni regola, anche questa affermazione piuttosto categorica può avere le sue <strong>eccezioni</strong> e cautele. Provo a discuterne un paio:</p>
<ul>
<li>il bambino può essere iscritto ad un <strong>nido in cui si fanno attività in lingua inglese</strong>. Ormai questa esperienza è abbastanza diffusa, soprattutto in nidi privati ma anche in molti nidi pubblici. Nell’ottica di creare una forte collaborazione tra nido e famiglie e congruenza tra le esperienze che i bambini fanno nei due contesti, può essere opportuno che i <strong>genitori rinforzino in qualche modo l’inglese di cui i bambini hanno esperienza al nido</strong>. Questo ovviamente non significa trasformarsi in insegnanti serali di inglese oppure trasformare la propria famiglia da bilingue a trilingue, ma semplicemente dare valore a ciò che il bambino fa al nido con le educatrici.</li>
<li><strong>L’inglese fa ormai parte della nostra vita</strong> e in alcuni casi può essere artificioso (e inutile) tentare di tenerlo fuori. Le T-shirt stanno sostituendo le magliette, diciamo computer senza accorgerci che è una parola non italiana; insomma le nostre vite sono “farcite” di termini inglesi. Considerato questo, propongo di <strong>adottare con l’inglese la stessa prospettiva che si adotta normalmente con la lingua scritta</strong>: anche se non pretendiamo di insegnare a leggere e a scrivere ad un bambino di 18 mesi, tutti scrivono a quest’età la loro prima lettera a Babbo Natale, “leggono” libri di storie, manifesti pubblicitari e insegne dei negozi. E’ un modo di partecipare alla vita culturale e sociale della nostra comunità.</li>
</ul>
<p>Ciò che è importante è <strong>commisurare aspettative e impegno</strong>: inserire l’inglese con l’aspettativa che il bambino lo sappia parlare in contesti comunicativi significa preventivare un importante impegno dei genitori nel proporre la lingua in modo adeguato e per un’adeguata quantità di tempo e richiedere un notevole sforzo al bambino, accettando anche la possibilità di vedere frustrate le proprie aspettative se poi nel corso del tempo le cose non accadono come si vorrebbe.<br />
D’altra parte, fare il gioco del “gimme five”, contare “one, two, three” o cantare “jingle bells”, come fa Nadia o guardare cartoni o altre trasmissioni in inglese <strong>non è assolutamente nocivo alla salute psicologica del bambino</strong> e anzi è positivo se un modo di interagire piacevolmente e affattuosamente con il bambino <strong>ma non si può veramente parlare di apprendimento linguistico</strong>, e a mio parere nemmeno di sensibilizzazione, a meno che queste esperienze siano frequenti, ripetute e varie. Inoltre, se l’ottica con cui come genitori proponiamo queste attività è di dare al bambino una prima esperienza positiva con l’inglese in vista del suo apprendimento scolastico dobbiamo considerare due cose: il bambino non ha generalmente pregiudizi negativi circa le esperienze che gli vengono proposte a scuola se il clima della classe è positivo e se la relazione con l’insegnante e con i compagni è buona, quindi <strong>l’associazione tra inglese e piacevolezza può tranquillamente aspettare, e andrà cercata attivamente in occasione del primo incontro sistematico con la lingua, mirato al suo apprendimento</strong>; nel caso in cui l’esperienza scolastica d’apprendimento dell’inglese non sia piacevole per il bambino, la positività della prima esperienza vissuta in famiglia sarà rapidamente sorpassata dalla delusione e dalla mancanza di motivazione.</p>
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<p>*<strong>Sabine Pirchio</strong> è Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. I suoi attuali interessi di ricerca fanno riferimento allo studio dell’acquisizione e dell’uso del linguaggio e in particolare all’insegnamento/apprendimento di una lingua straniera in età precoce; alla relazione tra gesti e parole nello sviluppo tipico, atipico e bilingue; alla relazione tra le abilità di teoria della mente, il bilinguismo e la flessibilità cognitiva, all&#8217;integrazione scolastica di alunni immigrati nella scuola primaria. Sabine e’ bilingue Italiano-Francese e sta crescendo Giovanni, 20 mesi, bilingue.</p>
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